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Responsabilità civile verso terzi: quando i figli “rompono” chi paga?

Gli imprevisti sono all’ordine del giorno, e con i bambini sarebbe fantastico avere un paio di occhi in più per prevenirli.

I danni provocati dai piccoletti di casa possono essere di vario tipo, dalla pallonata che colpisce per sbaglio un ignaro passante, alla rottura degli occhiali del compagno di classe, sino ad arrivare ad eventi più gravi come gli incidenti stradali. In molti casi basterebbe qualche precauzione in più, in altri si tratta di vere e proprie fatalità di portata più ampia.

Fatti di cronaca ci dimostrano come un gesto inconsapevole può avere serie ripercussioni.

Come il tragico incidente avvenuto la scorsa estate a Sesto San Giovanni, dove un ragazzo 17enne presta il suo monopattino a un amico; quest’ultimo cade e picchia la testa violentemente, morendo sul colpo. Le indagini sono ancora in corso, ma la Procura dei Minori di Milano ha iscritto nel registro degli indagati proprio il ragazzo proprietario del mezzo: l’ipotesi è di omicidio colposo per omissione, in quanto avrebbe consentito al ragazzino, per altro inesperto, di usarlo su una pista ciclabile e quindi in un luogo pubblico, nonostante non avesse ancora 14 anni e nemmeno il casco.

In genere sono i genitori a dover rispondere dei danni a terzi causati dai propri figli minori, con conseguenze importanti da un punto di vista economico e patrimoniale.

Secondo l’articolo 2048 del Codice Civile “il padre e la madre o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela che abitano con essi”.

Padre e madre sono responsabili in solido, dunque la persona danneggiata può richiedere indifferentemente il pagamento del danno a uno o all’altro. I genitori possono essere esentati dalla responsabilità soltanto se riescono a provare di “non aver potuto impedire il fatto”.

Cos’è la Responsabilità Civile verso Terzi

La legge che regola la Responsabilità Civile verso Terzi prevede espressamente l’onere di rimborsare quanto danneggiato per chiunque – anche se inavvertitamente – rompa un bene appartenente a un’altra persona e/o gli provochi un danno. È una legge che si sviluppa nel corso del tempo, sulla base delle nuove esigenze che si vengono a creare nella società.

In quest’ottica lo Stato ha imposto l’assicurazione di RC ad alcuni ambiti socialmente rilevanti o per alcune attività ritenute più pericolose – vedi l’RC Auto.

 

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Come viene stabilita la somma che deve essere versata per il risarcimento?

Partiamo dal presupposto che la responsabilità di un bambino per un danno dipende dalla sua capacità di discernimento, ossia di comprendere o meno gli effetti delle sue azioni e di saper agire di conseguenza.

A livello legislativo tale capacità si considera acquisita con i 9 anni di età. Dai minori con più di 16 anni i giudici in genere si aspettano la stessa condotta di un adulto, pertanto evitano di riconoscere corresponsabili i genitori.

In seconda battuta si attesta l’entità della colpa: più è grande più la somma da corrispondere sarà elevata.

In certi casi si parla anche di colpa lieve. Se ad esempio un bambino di 11 anni rovina uno strumento musicale in una sala concerti, dovrebbe essere riconosciuto responsabile, ma trattandosi di colpa lieve non è tenuto però a versare il risarcimento danni per intero.

Sui genitori ricade anche la Responsabilità Civile collegata alle violazioni del codice della strada: se ad esempio il figlio minorenne circola in bicicletta o su monopattino e provoca un danno a terzi, sono tenuti a pagare la multa o l’eventuale risarcimento.

Ma quando i bambini rompono, sono sempre i genitori a pagare?

A differenza di quello che si può pensare, ci sono casi in cui i genitori possono essere sollevati dal risarcimento di un danno commesso dal figlio minore poiché dipende dal contesto in cui si verifica e se c’erano altri adulti a dover presiedere al controllo dello stesso. Ad esempio in caso di danno effettuato a scuola in presenza di insegnante.

Da un punto di vista prettamente giuridico i genitori non sono tenuti a pagare se hanno adempiuto al proprio obbligo di vigilanza.

Le tutele di una polizza di Responsabilità Civile

Uno strumento di tutela efficace per chi inavvertitamente si rende autore di un danno è senza dubbio la polizza di Responsabilità Civile.

Tutela il tuo patrimonio dal rischio di dover pagare i danni procurati a terzi:

  • direttamente da te, per esempio quelli causati involontariamente nello svolgimento della tua attività professionale;
  • da persone, animali o cose di cui sei responsabile.

Attenzione, se però il figlio provoca un danno intenzionalmente – ad esempio a tredici anni vandalizza un’altalena in un parco giochi – l’assicurazione non ne risponde.

 

La vita quotidiana può essere fonte di spese non programmate dovute a danni accidentali o eventi imprevisti. Per questo un’assicurazione di responsabilità civile è una scelta vantaggiosa, soprattutto se copre tutta la famiglia.

Orientarsi nella scelta di una polizza RC del Capo Famiglia può essere però complicato: parlane con i nostri consulenti per ricevere informazioni e ottenere una soluzione flessibile su misura.

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