Un infortunio può cambiare il corso della vita, anche senza lasciare segni evidenti a livello di salute.
Per un imprenditore, un libero professionista o un dirigente, fermarsi significa interrompere la capacità di produrre reddito. È per questo che una polizza infortuni non va considerata una spesa, ma una misura di equilibrio. Non serve solo a ricevere un rimborso: serve a mantenere stabilità finanziaria, tutelare la famiglia e preservare il proprio futuro economico.
Una buona polizza infortuni è, a tutti gli effetti, una forma di pianificazione finanziaria personale.
Cosa copre davvero una polizza infortuni
Non tutte le polizze infortuni sono uguali. Cambiano i capitali, le franchigie, le esclusioni e le modalità di calcolo.
Conoscere le differenze è essenziale per scegliere consapevolmente e non ritrovarsi scoperti quando serve davvero.
In generale le coperture si dividono in garanzie principali (che proteggono il reddito), e garanzie accessorie (che lo completano).
Le garanzie principali: le fondamenta della protezione
Le garanzie principali delle polizze infortuni sono di base due:
- Invalidità permanente da infortunio: è la garanzia principale, serve a compensare la perdita economica dovuta a una riduzione permanente della capacità lavorativa. L’indennizzo è proporzionale al grado di invalidità riconosciuto e al capitale assicurato, al netto della franchigia. È ciò che realmente protegge la tua capacità di guadagnare nel tempo.
- Morte da infortunio: garantisce un capitale ai beneficiari designati in caso di decesso a seguito di un evento traumatico. È una tutela indispensabile per chi ha familiari che dipendono dal proprio reddito, come coniuge, figli o genitori non autosufficienti.
Le garanzie accessorie: il completamento della sicurezza
- Inabilità temporanea totale o parziale: prevede una diaria giornaliera per i giorni in cui non puoi lavorare. È utile per i liberi professionisti o per chi non ha coperture aziendali, ma attenzione: spesso prevede franchigie in giorni e non sempre copre al 100%.
- Diaria da immobilizzazione o da ricovero: indennizza i giorni di immobilizzazione o di ricovero ospedaliero. È una copertura utile per gestire le spese e i disagi immediati dopo un infortunio.
- Rimborso spese mediche da infortunio: copre i costi di visite, riabilitazioni e interventi chirurgici successivi all’evento. Ogni compagnia definisce massimali e scoperti differenti, che vanno sempre valutati con attenzione.
- Calcolo dell’invalidità secondo la Tabella INAIL: alcune compagnie offrono come garanzia accessoria la possibilità di utilizzare la Tabella INAIL, che risulta mediamente più favorevole del 20–25%. È una scelta consigliata per chi vuole una liquidazione quanto più equa e trasparente.
Copertura professionale, extra-professionale o combinata: quale scegliere?
Una polizza infortuni può coprire solo gli infortuni professionali (avvenuti durante il lavoro), solo quelli extra-professionali (nel tempo libero) oppure entrambi. Questa scelta incide direttamente su costo e livello di copertura.
Una copertura estesa H24 è più completa ma anche più onerosa: la consulenza di un esperto serve proprio a trovare il giusto equilibrio tra costo, rischio e beneficio.
Infine, è importante ricordare che l’assicurazione infortuni rientra tra le spese detraibili.
Cosa non copre una polizza infortuni
Per comprendere con maggiore precisione a cosa fa riferimento una polizza infortuni è importante chiarire cosa si intende esattamente per infortunio.
Per legge (art. 2, comma 3 del D.Lgs. 209/2005 – Codice delle assicurazioni private) si intende un evento dovuto a causa violenta, fortuita ed esterna, che produce lesioni corporali oggettivamente constatabili, le quali abbiano per conseguenza la morte, un’invalidità permanente o un’inabilità temporanea. Questo significa che la polizza copre solo eventi accidentali e improvvisi che generano lesioni fisiche documentabili.
Non copre dunque malattie, infortuni legati ad abuso di alcool o sostanze, attività sportive o professionali ad alto rischio e patologie croniche o preesistenti.
Se si desidera avere una protezione completa, è consigliabile affiancare alla polizza infortuni una copertura per invalidità da malattia, distinta ma complementare.
Come si calcola l’indennizzo per invalidità permanente
Il calcolo dell’indennizzo è il cuore della polizza. A parità di capitale assicurato, il risultato varia in base al tipo di franchigia.
Ecco degli esempi concreti prendendo come parametro un capitale di €400.000.
Esempio 1 – Franchigia fissa del 3%
Scenario: Capitale assicurato €400.000 | Invalidità accertata 12% | Franchigia 3%.
Calcolo: Solo la parte eccedente la franchigia viene indennizzata. (12% – 3% = 9% effettivo). Indennizzo: 9% × €400.000 = €36.000.
Nota: per alcune polizze si considera il calcolo sulla percentuale di invalidità realmente riconosciuta, senza franchigia. Altre permettono di applicare la Tabella INAIL, che può portare l’indennizzo fino al 25%.
Esempio 2 – Franchigia relativa del 10%
Scenario: Capitale assicurato €400.000 | Invalidità accertata 12% | Franchigia 10%.
Calcolo: Se l’invalidità è inferiore o uguale al 10%, non si riceve nulla. Se è superiore, si riconosce l’intero grado. Indennizzo: 12% × €400.000 = €48.000.
Esempio 3 – Franchigia modulare sul capitale assicurato
Non tutte le polizze prevedono una franchigia unica, alcune compagnie applicano una franchigia modulare, cioè differenziata in base alla fascia di capitale assicurato.
È una formula più articolata, che può incidere in modo significativo sul valore dell’indennizzo.
Scenario: Capitale assicurato: €400.000 | Invalidità permanente accertata: 12% | Franchigia: modulare 3% – 10% – 15% (come da schema contrattuale per fasce di capitale)
Regole previste dal contratto:
Sulla prima parte del capitale (€200.000) nessun indennizzo fino al 3%; oltre, si calcola la parte eccedente.
Sulla seconda parte (€200.000 successivi, fino a €400.000) nessun indennizzo fino al 10%; oltre, si calcola la parte eccedente.
Nota: in alcune formule la franchigia viene eliminata oltre il 15% di invalidità, riconoscendo l’indennizzo pieno.
Calcolo: sulla prima fascia di capitale pari € 200.000 con la franchigia a 3% quindi viene considerato il 9% e l’importo liquidato è € 18.000; sulla seconda fascia per il restante capitale di € 200.000 la franchigia è del 10% quindi viene considerato il 2% e l’importo liquidato è € 4.000. Pertanto il totale liquidato sarebbe pari a € 22.000.
Esempio 4 – Diaria da immobilizzazione o inabilità temporanea
Scenario: Diaria assicurata €50/giorno | Immobilizzazione 30 giorni | Franchigia 10 giorni.
Calcolo: Vengono indennizzati solo i 20 giorni successivi alla franchigia. Indennizzo: 20 × €50 = €1.000.
Nota: la diaria non sempre viene liquidata integralmente. In alcune polizze i primi giorni vengono pagati al 50% o esclusi, e spesso è previsto un limite massimo giornaliero.
Perché è importante avere tutte le informazioni prima di decidere
Ogni contratto è diverso: una piccola variazione di franchigia o tabella può cambiare migliaia di euro di indennizzo. Per questo è fondamentale leggere attentamente il fascicolo informativo e farsi accompagnare da un consulente.
Gli esempi riportati in questo articolo sono simulazioni reali, utili per comprendere quanto le differenze contrattuali possano incidere sulla protezione economica.
In conclusione, non serve un prodotto qualsiasi ma il metodo giusto per proteggersi
Una polizza infortuni non è solo un contratto assicurativo. È una parte fondamentale di una strategia di protezione e pianificazione personale. Ma funziona davvero solo se costruita con metodo.
Il Metodo Assit nasce da questo presupposto: analizza il contesto personale, familiare e professionale, valuta i rischi reali e la capacità di sostenerli, definisce le coperture e i capitali più adeguati, integra strumenti assicurativi, previdenziali e patrimoniali, e rivede tutto periodicamente nel tempo.
Con noi non compri semplicemente una polizza, ma costruisci un sistema di sicurezza attorno alla tua vita e al tuo reddito.








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